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	<title>BlogVillage - Il 1° Urban Blog della Provincia di Catania! &#187; Palagonia</title>
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		<title>Catania, Blog Village cerca blogger&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 09:30:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Catania. Blog Village nasce con l’idea di raccontare quello che accade nel territorio della Provincia di Catania e non solo, dal punto di vista del cittadino comune, desideroso di scambiare – con altre persone – informazioni, foto, video e pareri sulle proprie città. Lo scopo non deve essere quello d’improvvisarvi giornalista in cerca di notizie, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/04/blogvillage_catania.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1328" title="blogvillage_catania" src="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/04/blogvillage_catania-150x150.jpg" alt="blogvillage_catania" width="150" height="150" /></a>Catania.</em></strong> <a href="http://blogvillage.it/">Blog</a><a href="http://blogvillage.it/"> Village</a> nasce con l’idea di raccontare quello che accade nel territorio della Provincia di Catania e non solo, dal punto di vista del cittadino comune, desideroso di scambiare – con altre persone – informazioni, foto, video e pareri sulle proprie città.</p>
<p>Lo scopo non deve essere quello d’improvvisarvi giornalista in cerca di notizie, ma di stuzzicare la fantasia dei nostri lettori, invogliandoli a partecipare attivamente alle discussioni.<br />
Se siete appassionati di Notizie, Eventi, Sport o amate raccontare, fotografare le vostre città o girare dei video saremo lieti di accogliervi nel nostro progetto.</p>
<p><span id="more-1326"></span><br />
Manda i tuoi dati (Curriculum Vitae) e il nome del comune che vuoi trattare inviandoci una e-mail con i tuoi riferimenti a <a href="mailto:info@blogvillage.it">info@blogvillage.it</a>, ricordandoti di segnalarci i siti su cui eventualmente scrivi già e l’argomento che vuoi trattare (ovviamente si possono trattare più argomenti).</p>
<p><strong>&#8220;Se il giornalismo è sempre stato la tua passione segreta non esitare a contattarci.&#8221;</strong></p>
<p><em><strong>N. B.</strong>  &#8211; Per postare su <a href="http://www.blogvillage.it">Blog Village</a> non sono ammessi i “nick name” ma solo il proprio nome e cognome reale.</em></p>
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		<title>Santa Febronia, Patrona di Palagonia (CT)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 06:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Village</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Santa Febronia Martire in Persia, Patrona di Palagonia (CT) 25 giugno Il Martirologio Romano commemora il 25 giugno a Sibapoli (ossia Nisibi) il martirio di Febronia al tempo dell&#8217;imperatore Diocleziano e del prefetto Lisimaco. Dopo i lunghi tormenti che le furono inflitti a causa della sua ostinazione nell&#8217;attaccamento alla fede, ella sarebbe stata decapitata. L&#8217;origine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> Santa Febronia Martire in Persia, Patrona di Palagonia (CT)<br />
<em>25 giugno</em></p>
<p><a href="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/07/Santa_Febronia_palagonia.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1612" title="Santa_Febronia_palagonia" src="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/07/Santa_Febronia_palagonia-150x150.jpg" alt="Santa_Febronia_palagonia" width="150" height="150" /></a>Il Martirologio Romano commemora il 25 giugno a Sibapoli (ossia Nisibi) il martirio di Febronia al tempo dell&#8217;imperatore Diocleziano e del prefetto Lisimaco. Dopo i lunghi tormenti che le furono inflitti a causa della sua ostinazione nell&#8217;attaccamento alla fede, ella sarebbe stata decapitata.</p>
<p>L&#8217;origine della notizia del Martirologio Romano va ricercata nei sinassari bizantini, i quali, infatti, dedicano ad Febronia, nello stesso giorno, una lunga notizia secondo cui costei era monaca e, nonostante i pericoli della persecuzione, aveva rifiutato di seguire le sue compagne nella fuga. La notizia dei sinassari bizantini è a sua volta un sunto di una passio greca che il Papebroch ha pubblicato con una traduzione latina; esiste anche di Febronia una passio siriaca pubblicata da P. Bedjan in base a due mss. del British Muscum, uno dei quali risale al sec. VII.</p>
<p><span id="more-1609"></span></p>
<p>Già il Tillemont (V, pp. 178-79, 654) aveva negato ogni autenticità alla passio greca, sebbene essa si presenti come scritta da Artemide, una monaca testimone degli avvenimenti narrati; altrettanto si deve dire di quella siriaca da cui la greca dipende, come ha provato recentemente J. Simon.</p>
<p>Non si nota alcuna traccia di culto verso s. Febronia prima del sec. VII, quando il suo nome appare nei Miracula Artemii (BHG, 1, p. 65, n. 173) condividendo con questo santo il ruolo di taumaturga. Va notato che in questo testo è fatta menzione dell&#8217;imperatore Eraclio che aveva, appunto, una figlia di nome Febronia: ci si è quindi chiesti se questo fatto non debba porsi in relazione con l&#8217;improvviso culto reso alla supposta martire. L&#8217;ipotesi è ammissibile per ciò che riguarda la diffusione della popolarità di Febronia nell&#8217;impero bizantino, ma difficilmente spiega la sua origine nel confini estremi dell&#8217;impero, in ambiente nestoriano, dove J. Simon pone la nascita della leggenda. Corredando di diversi esempi la sua affermazione, TI sapiente agiografo conclude così il suo studio: «Per reazione contro il monofisismo, gli agiografi nestoriani della regione di Nisibi cercarono di mantenere vive le tradizioni dell&#8217;epoca anteriore alla rottura con Bisanzio e all&#8217;occorrenza non si esimevano dall&#8217;inventarne. Scritta in siriaco per la gloria dell&#8217;ellenismo, la passio di Febronia mira a mostrare agli abitanti di Nisibi che il passato della loro città si ricollega alla Chiesa greca. Come Edessa, divenuta la città santa dei monofisiti, Nisibi doveva possedere dei martiri anteriori alla persecuzione di Sapore. F. è una di queste figure create sul modello delle figure epiche dell&#8217;agiografia bizantina» (J. Simon, op. cit., p. 76).</p>
<p>Resterebbe tuttavia da spiegare un punto: il trasferimento, cioè, del culto di Febronia dal suo ambiente di origine (nestoriano), alla chiesa monofisita. Dei martirologi siriaci pubblicati da Nau, quattro almeno fanno menzione del martirio di Febronia al 25 hazirán (= 25 giugno) né la sua menzione manca nel Martirologio di Rabbán Slibà.</p>
<p>Una chiesa di Trani (Puglia) ha preteso, ad un certo punto, di possedere il corpo di Febronia e numerose chiese e monasteri d&#8217;Italia e di Francia le tributano un culto particolare.</p>
<p>Autore: <em>Joseph-Marie Sauget</em></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.santiebeati.it/">Santi e Beati</a></p>
<p>Foto: <a href="http://www.amedit.it/">Amedit</a></p>
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		<title>Palagonia, sarà presentato domani l&#8217;ultimo libro di Laura Maniscalco</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 07:00:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Palagonia. Sarà presentato domani venerdì 7 maggio, alle ore 10.00, presso l&#8217;aula magna &#8220;Pippo Pappalardo&#8221; dell’Istituto Comprensivo &#8220;Gaetano Ponte&#8221; l&#8217;ultimo libro &#8220;Alla riscoperta della terra dei siculi: il Santuario dei Palici nell&#8217;area archeologica di Rocchicella&#8221; di Laura Maniscalco. All&#8217;incontro interverranno: - Laura Maniscalco, Servizio Archeologico Soprintendenza di Catania; - Gaetano Interlandi, Docente Ist. Comp. &#8220;Gaetano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/05/beniculturali_dirbenicult_areariservata_eventi_upload_SoprCatania_16-4-2009_miniaturaRocchicella.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1421" title="beniculturali_dirbenicult_areariservata_eventi_upload_SoprCatania_16-4-2009_miniaturaRocchicella" src="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/05/beniculturali_dirbenicult_areariservata_eventi_upload_SoprCatania_16-4-2009_miniaturaRocchicella-150x150.jpg" alt="beniculturali_dirbenicult_areariservata_eventi_upload_SoprCatania_16-4-2009_miniaturaRocchicella" width="150" height="150" /></a>Palagonia.</strong></em> Sarà presentato domani venerdì 7 maggio, alle ore 10.00, presso l&#8217;aula magna &#8220;Pippo Pappalardo&#8221; dell’Istituto Comprensivo &#8220;Gaetano Ponte&#8221; l&#8217;ultimo libro &#8220;<em>Alla riscoperta della terra dei siculi: il Santuario dei Palici nell&#8217;area archeologica di Rocchicella</em>&#8221; di Laura Maniscalco.</p>
<p>All&#8217;incontro interverranno:<br />
- Laura Maniscalco, Servizio Archeologico Soprintendenza di Catania;<br />
- Gaetano Interlandi, Docente Ist. Comp. &#8220;Gaetano Ponte&#8221; di Palagonia.</p>
<p><span id="more-1419"></span><br />
Introduce: Giuseppe Maggiore, Presidente Amedit.<br />
Saluti Istituzionali: Arch. Rosario Cucuzza, Assessore Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Palagonia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Palagonia: Ricordando Michele Megna&#8230; testimonianze, riflessioni, immagini e documenti</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 22:44:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Palagonia. Si terrà oggi, 23 aprile, alle ore 18,30 presso la Sala Azzurra del Municipio la proposta dell&#8217;Amedit, per intitolare la Bambinopoli di Palagonia a Michele Megna! Un nuovo incontro per ricordare ancora una volta l&#8217;uomo che più d&#8217;ogni altro ha amato e servito la propria città: Michele Megna. Sarà questa l&#8217;occasione per ripercorrerne le tappe salienti dell&#8217;operato, ma anche per raccogliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/04/michele_megna.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1347" title="michele_megna" src="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/04/michele_megna-161x300.jpg" alt="michele_megna" width="161" height="300" /></a>Palagonia.</strong></em> Si terrà oggi, 23 aprile, alle ore 18,30 presso la Sala Azzurra del Municipio la proposta dell&#8217;Amedit, per intitolare la Bambinopoli di Palagonia a Michele Megna!<br />
Un nuovo incontro per ricordare ancora una volta l&#8217;uomo che più d&#8217;ogni altro ha amato e servito la propria città: Michele Megna.<br />
Sarà questa l&#8217;occasione per ripercorrerne le tappe salienti dell&#8217;operato, ma anche per raccogliere racconti, aneddoti e testimonianze da parte di chi l&#8217;ha conosciuto o ha condiviso il suo percorso.<br />
L&#8217;incontro è aperto a tutti e sarà volutamente semplice e spontaneo, volendo esso rappresentare idealmente un ritrovo tra persone accomunate dalla stima e dall&#8217;affetto per il piccolo grande Michele e, come in una serata tra amici, si raccontano i propri ricordi legati alla sua figura, e provano insieme a trarne un messaggio utile a tutti oggi&#8230;. Mostra tutto<br />
Nell&#8217;occasione sarà allestita presso la Sala Azzurra, un&#8217;esposizione di alcuni suoi scritti e fotografie originali.</p>
<p><span id="more-1346"></span><br />
Si terrà inoltre una raccolta firme per l&#8217;Intitolazione della Bambinopoli a Michele Megna.<br />
Chiunque desideri aderire all&#8217;incontro, non solo come spettatore, ma anche per rilasciare una propria pubblica testimonianza, è pregato di scrivere all&#8217;Amedit via e-mail: <a href="mailto:amedit@amedit.it">amedit@amedit.it</a><br />
Evento organizzato dall&#8217;Associazione Amedit-Amici del Mediterraneo col Patrocinio del Comune di Palagonia.</p>
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		<title>Palagonia, uscirà domani il secondo numero di Amedit</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 07:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Maggiore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Palagonia. Domani, 23 marzo, uscirà il secondo numero del giornale &#8220;Amedit&#8221;. Vi ricordiamo che questo periodico si affianca alle molteplici attività che il Sodalizio &#8220;Amedit-Amici del Mediterraneo&#8221; svolge sul fronte artistico-culturale fin dal 1999. Esso si propone, di volta in volta, di ripercorrere vicende storiche, segnalare luoghi, personaggi illustri e tradizioni del nostro territorio, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/03/amedit.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1140" title="amedit" src="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/03/amedit-300x133.jpg" alt="amedit" width="300" height="133" /></a>Palagonia.</em></strong> Domani, 23 marzo, uscirà il secondo numero del giornale <em>&#8220;Amedit&#8221;.</em><br />
Vi ricordiamo che questo periodico si affianca alle molteplici attività che il Sodalizio &#8220;<strong>Amedit-Amici del Mediterraneo</strong>&#8221; svolge sul fronte artistico-culturale fin dal 1999. Esso si propone, di volta in volta, di ripercorrere vicende storiche, segnalare luoghi, personaggi illustri e tradizioni del nostro territorio, ma anche di ospitare e dare risalto ad alcuni artisti del panorama nazionale. Le uscite sono trimestrali (marzo - giugno - settembre - dicembre). Oltre al formato cartaceo è scaricabile in pdf sul nostro sito ufficiale: <a href="http://www.amedit.it">www.amedit.it</a> dove potrai visitare anche tutte le nostre iniziative.</p>
<p>Di seguito i titoli degli argomenti trattati nel secondo numero del giornale:</p>
<p>- Mauro Carosio (Genova):<br />
Il Mediterraneo: da luogo di scambio culturale a cimitero a cielo aperto.</p>
<p>- Giuseppe Maggiore (<a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-catania-ct/">Catania</a>):<br />
AMEDIT: volontà in azione.</p>
<p><span id="more-1015"></span></p>
<p>- Luca Bardaro (Palagonia):<br />
Arancia a polpa rossa: oro rosso di Sicilia.</p>
<p>- Gianni Amato (<a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-mineo-ct/">Mineo</a>):<br />
<a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-caltagirone-ct/">Caltagirone</a>:<br />
• Fu il Teatro Garibaldi;<br />
• &#8220;Visioni e fiori d&#8217;artista&#8221; e &#8220;Scala infiorata in progress&#8221;;<br />
• &#8220;Famiglie a Teatro&#8221; la rassegna di teatro per l&#8217;infanzia.</p>
<p>- Amici del Garbo (<a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-grammichele-ct/">Grammichele</a>):<br />
Grammichele: Premiazione 3° Concorso Fotografico promosso dagli Amici del Garbo.</p>
<p>- Giovani in Movimento (Palagonia):<br />
Palagonia: Trent’anni fa lo Sciopero dell’Acqua.</p>
<p>- Salvatore Calcaterra (Palagonia):<br />
Quella preziosa eredità dei nostri padri nei Riti della Settimana Santa.</p>
<p>- Gaetano Interlandi (Palagonia):<br />
Ducezio, condottiero dei siculi.</p>
<p>- Sebastiano Interlandi (Palagonia):<br />
Il Santuario dei gemelli Palici a &#8220;ROCCHICELLA&#8221; (Mineo &#8211; Palagonia).</p>
<p>- Virginia Interlandi (Palagonia):<br />
La lotta asperrima per la conquista dell&#8217;ex feudo del Principe di Palagonia.</p>
<p>- Giuseppe Maggiore (Catania):<br />
Vincenzo Di Silvestro &#8221;from MANATTHAN to PALAGONIA&#8221;.</p>
<p>- MSKA PESCE* (Catania):<br />
ANZIKITANZA - &#8220;Questione di stile&#8221;.</p>
<p>- Giuseppe Maggiore (Catania):<br />
I &#8220;TO EN&#8221; festeggiano il loro ventennale &#8220;nel silenzio&#8221;.</p>
<p>- Giuseppe Maggiore (Catania):<br />
Intervista al teatro del tenore Andrea Antonio Siragusa.</p>
<p>- Isabel Giabakgi (Foggia):<br />
Mito e surrealismo poetico nell&#8217;opera di Rita Delle Noci.</p>
<p>- Ist. Compr. &#8220;G. Ponte&#8221; (<a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-palagonia-ct/">Palagonia</a>):<br />
Il dramma di Haiti, visto con gli occhi dei bambini.</p>
<p>- Antonello Morsillo (Roma):<br />
Visioni urlate &#8211; I luoghi della follia nel cinema.</p>
<p>- Orazio Maria Valastro (Catania):<br />
Catania: Ateliers dell&#8217;immaginario autobiografico.</p>
<p>- Giuseppe Maggiore (Catania):<br />
ASD - Associazione Sportiva Dilettantistica: Virtus Palagonia, &#8220;I nostri valori nello stare insieme…&#8221;.</p>
<p>- Carmelo Di Salvo (Palagonia):<br />
Colonna vertebrale e scoliosi: &#8220;Informazioni, conoscenze e soluzioni&#8221;.</p>
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		<title>Palagonia: presentazione del fondo fotografico di Gaetano Ponte</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 01:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Maggiore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fotografia storica alla luce del vulcano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/03/Ponte06.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-917" title="Ponte06" src="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/03/Ponte06.jpg" alt="Ponte06" width="289" height="189" /></a>Palagonia.</em></strong> Sabato, 13 Marzo, si presenta presso la Sala Consiliare del Municipio, ore 18.00, la raccolta fotografica storica di fine &#8217;800 &#8211; metà &#8217;900 realizzata dal noto vulcanologo Gaetano Ponte. Dopo diverse vicende l&#8217;INGV, in collaborazione con l&#8217;AFT &#8211; Archivio Fotografico Toscano di Prato, sono state recuperate, ordinate, catalogate e messe in sicurezza oltre 1000 immagini vulcanologiche che vanno da fine &#8217;800 ai primi decenni del &#8217;900. Le fotografie sono state scattate dal famoso vulcanologo Gaetano Ponte, che è stato ordinario all&#8217;Università di Catania e fondò anche il primo osservatorio vulcanologico universitario.Ponte era un’esperto fototografo, cosa non banale ai suoi tempi, e le foto dei crateri, dell&#8217;attività eruttiva ed esplosiva di numerose eruzioni sono un patrimonio scientifico e culturale realmente unico nel suo genere.</p>
<p><span id="more-897"></span><br />
Interverranno, da parte dell&#8217;Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia:<br />
- Dott. Alessandro Bonaccorso<br />
- Dott. Stefano Branca.<br />
Moderatore: Giuseppe Maggiore (Presidente <a href="http://www.amedit.it/">Amedit</a>);<br />
Saluti Istituzionali: Arch. Rosario Cucuzza (Ass. Pubblica Istruzione e alla Cultura del <a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-palagonia-ct/">Comune di Palagonia</a>).</p>
<p>Gaetano Ponte (1876-1955) fu docente di vulcanologia presso l’Università di Catania dal 1919 al 1954 e rappresenta nel panorama mondiale degli studi sulle scienze della Terra una figura di notevole spessore scientifico e culturale. Le idee e i risultati delle ricerche scientifiche condotte da Ponte sono ben noti attraverso la sua vasta produzione scientifica è invece meno noto il suo patrimonio fotografico, composto da oltre 1200 immagini, realizzato dalla fine del 1800 fino al 1950. Questa pregevole raccolta fotografica, rappresenta un patrimonio unico di documentazione storica dell&#8217;attività dei vulcani attivi Italiani.</p>
<p>Giuseppe Maggiore</p>
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		<title>La cultura come missione&#8230;nella prospettiva del &#8220;Bello e Possibile&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 13:27:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Maggiore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[Nei suoi dieci anni di attività, l'associazione AMEDIT ha rappresentato per la città di Palagonia, un vero e proprio biglietto da visita, per tutte quelle peculiarità storico-artistiche e monumentali; per le tradizioni e, non ultimo, per i talenti che questa città esprime.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Palagonia.</em></strong> Nei suoi dieci anni di attività, l&#8217;associazione AMEDIT ha rappresentato per la città di Palagonia, un vero e proprio biglietto da visita, per tutte quelle peculiarità storico-artistiche e monumentali; per le tradizioni e, non ultimo, per i talenti che questa città esprime. E&#8217; stata, se vogliamo, una voce fuori dal coro…da quel coro che ne decanta esclusivamente aspetti negativi, che, seppur ci sono, non costituiscono certo l&#8217;essenza prima e ultima di questa comunità. Sono state centinaia le iniziative rivolte alla cittadinanza, tra mostre, convegni, concerti… che se da una parte hanno mostrato quanta materia culturale vi fosse da trattare, dall&#8217;altra hanno fatto emergere, grazie all&#8217;ottima risposta di pubblico, quanto fosse rilevante e diffusa la domanda di un simile &#8220;prodotto culturale&#8221;, un prodotto non elitario, come qualcuno sosterrebbe, ma soprattutto un prodotto che è l&#8217;esatto frutto di tutto quel vasto, variegato e sommerso mondo di una Palagonia inesplorata, spesso ignorata dai media e dai suoi stessi abitanti. Iniziative che sembravano improponibili in un contesto che si vorrebbe a torto, alienato alla cultura, in tutte le sue implicazioni artistiche, hanno invece preso corpo, coniugando ogni evento artistico a luoghi, monumenti, eventi e momenti rappresentativi della città: <strong>non solo quindi limitandosi ad incrementare il programma di ricorrenze quali il Natale, la Settimana Santa, la Sagra dell&#8217;Arancia, l&#8217;Estate Palagonese o la Festa Patronale; <span id="more-814"></span></strong></p>
<p><strong>ma dando il giusto risalto a veri e propri eventi quali il 3° Centenario della Ricostruzione della Chiesa Madre, con la donazione del pregevole libro del &#8217;700 di un illustre figlio di Palagonia, Don Arcangelo Blandini; il 17° Centenario del Martirio di S. Febronia, con mostre, convegni, concerti, ecc.; la riapertura della Chiesa San Nicola, con l&#8217;allestimento di mostre e presepi artistici; il recupero della Basilichetta San Giovanni, con una fedele riproduzione del monumento, ahimè andata distrutta per mancanza di un luogo che la potesse ospitare…Abbiamo cercato di valorizzare personaggi che hanno fatto la storia di questa città, quali Arcangelo Tommaso Blandini (cui, grazie al nostro interessamento è stata intitolata una sala parrocchiale della Chiesa Madre, oltre al recupero di una sua opera letteraria, acquistata, restaurata e donata a detta chiesa); i vescovi Gaetano e Giovanni Blandini (a quest&#8217;ultimo, a seguito di un importante convegno da noi organizzato è stato intitolato il Circolo Didattico); Michele Megna (per il quale abbiamo chiesto l&#8217;intitolazione della Bambinopoli che ancora attende), insieme a tutti gli altri personaggi illustri che abbiamo segnalato.</strong> Di tutto questo i palagonesi sono stati, loro malgrado, veri e propri protagonisti, poiché a parlare era la loro storia, ad esibirsi o mettersi in mostra i loro figli… E naturalmente si è badato bene di mettere fianco al fianco i &#8220;geni&#8221; che questa città possiede con quelli di altri luoghi, al fine di favorire una trasmissione di talenti ed espressioni, un costruttivo interscambio sul piano artistico-culturale, che non riducesse l&#8217;evento alla circoscritta dimensione cittadina. Pittori, scrittori, musicisti, corpi bandistici, gruppi musicali…tutti hanno trovato il loro spazio all&#8217;interno delle nostre attività; tutti sono stati almeno una volta contattati, invitati ad essere protagonisti di un evento attraverso quanto avevano da esprimere. Almeno una volta, già…talvolta soltanto una! Poiché sarebbe stato auspicabile che almeno una delle tanti parti chiamate in causa, e tra queste anche le associazioni, avesse colto tale invito, non come un singolo avvenimento che per quanto bello lascia il tempo che trova, ma come l&#8217;opportunità di dare l&#8217;avvio ad un rapporto di collaborazione continuativo, costante, munito di quella perseveranza che tanto occorre in simili contesti distratti e centrifughi. Si ricordi a tal proposito quell&#8217;invito a &#8220;La Cultura del Dialogo per Crescere&#8221;, rivolto alla cittadinanza nel suo complesso, che prendeva le mosse da un già consolidato dialogo istituzionale che fin da principio questa associazione ha perseguito, e messo in atto concretamente, ben lungi da schieramenti o assoggettamenti all&#8217;una o all&#8217;altra corrente di passaggio.<br />
Si sarebbe potuto sfruttare diversamente la notevole eco raggiunta; si sarebbe potuto chiedere di più a chi di competenza; Avremmo forse potuto richiedere, più che un contributo all&#8217;iniziativa in programma, un sostegno economico all&#8217;associazione in quanto tale, chiedere ed ottenere una sede, dei locali dove poter svolgere attività continuative e offrirsi da punto di riferimento stabile per la città; avremmo potuto giocare sui numeri, o ricercare i facili consensi. Abbiamo invece agito con estrema discrezione, quasi in punta di piedi, cercando di ottenere il massimo risultato col poco che ci veniva dato, o chiedendo di proposito il minimo indispensabile, proprio per sottolineare che la volontà può tutto al di là dei mezzi di cui si dispone. Il tempo soltanto darà forse ragione degli sforzi e delle scelte compiute. E forse un domani si ascriverà il periodo AMEDIT come uno dei più fiorenti e colmi di buone speranze che questa città abbia vissuto. Lo dico molto utopisticamente, pensando a quante altre occasioni di riscatto le siano state offerte, grazie all&#8217;opera meritevole di uomini animati da buoni propositi…tutte obliate, tutte cancellate, come la memoria dei suoi promotori stessi: si deve ogni volta distruggere per ricostruire d&#8217;accapo; iniziare un nuovo progetto senza tener conto di quelli che l&#8217;hanno preceduto; proporsi arrogantemente e individualisticamente di riuscir a fare di meglio &#8220;togliti tu che mi ci metto io&#8221;… e la storia continua: altri inizi, altri insuccessi…dietro lo sguardo compiaciuto di chi se ne sta semplicemente ad osservare, inerte e criticone.<br />
Possiamo tutti far qualcosa di grande, ma se quel qualcosa non è animato da una solida passione, da un sincero sentimento d&#8217;affetto per quel che si fa e per i suoi destinatari, ogni nostra impresa è destinata a fallire o ad occupare un piccolo lasso di tempo. E non possiamo certo pretendere che il tempo premi una nostra tensione meramente individualistica ed egoistica. Vi è poi l&#8217;ostilità irreparabile di certi ambienti così usi allo scetticismo, al pessimismo cronico, al sospetto, alla diffidenza, o ad un deliberato senso di nausea verso tutto ciò che rappresenti il bello, tale da non dar scampo; che riesce a vanificare ogni sforzo tendente a dimostrare che una visione o modalità di vivere un determinato ambiente in un&#8217;ottica positiva e creatrice sia possibile. Perciò dico che questa città di nome Palagonia non potrà mai cambiare o attuare un vero processo evolutivo, fin quando non imparerà ad amarsi; fin quando la famiglie che semplicemente vi alloggiano per motivi di lavoro o di vincoli irrecidibili, non imparino a sentir propri questi luoghi, questa storia, educando all&#8217;amore e al rispetto di essi i loro figli. Per questo dico anche che nessuna iniziativa – sia essa di tipo politico, culturale, sociale, umanitaria &#8211; che non venisse svolta con leale spirito di servizio reso alla comunità, ben lungi da meri fini personali, possa sperare di conseguire risultati davvero meritevoli. Ed allora ecco che la presente occasione, mi si offre per formulare l&#8217;ennesimo augurio alla città di Palagonia a credere in essa, nelle sue tante potenzialità, nei suoi figli, nei suoi talenti…trasfigurati in un&#8217;ottica positiva, in una cultura di vita e non più di morte. <strong><em>AUGURI PALAGONIA!<br />
</em></strong><br />
<em>&#8220;UTOPIA NON E&#8217; CIO&#8217; CHE E&#8217; IMPOSSIBILE MA CIO&#8217; CHE UN SISTEMA NON VUOLE SI REALIZZI&#8221;</em></p>
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		<title>Palagonia: Meeting per la prevenzione delle patologie vertebrali</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 00:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Village</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Palagonia.  Domani, 20 febbraio, l’Associazione &#8220;Amedit&#8221; (Amici del Mediterraneo), nel solco del suo decennale impegno nel territorio sul fronte artistico-culturale, dà il via ad una campagna informativa per la prevenzione della scoliosi. Tale iniziativa si colloca perfettamente in un percorso che ci vede promuovere la cultura in ogni suo aspetto e in ogni sua applicazione alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><a href="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/02/scoliosi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-873" title="scoliosi" src="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/02/scoliosi-150x150.jpg" alt="scoliosi" width="150" height="150" /></a>Palagonia. </strong></em> Domani, 20 febbraio, l’Associazione &#8220;<em><a href="http://www.amedit.it/">Amedit</a></em>&#8221; (Amici del Mediterraneo), nel solco del suo decennale impegno nel territorio sul fronte artistico-culturale, dà il via ad una campagna informativa per la prevenzione della scoliosi. Tale iniziativa si colloca perfettamente in un percorso che ci vede promuovere la cultura in ogni suo aspetto e in ogni sua applicazione alla vita dell’uomo.<br />
Con la presente iniziativa Cultura coincide con Prevenzione; ci occuperemo infatti di un problema che coinvolge numerose famiglie, ossia la scoliosi, e cercheremo di perseguire lo scopo preventivo attraverso un’adeguata informazione.<br />
<span id="more-868"></span></p>
<p>All&#8217;incontro che avrà inizio alle ore 9.00 circa, presso l&#8217;Istituto Comprensivo &#8220;Gaetano Ponte&#8221; di <a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-palagonia-ct/">Palagonia</a>, interverrà il Dott. Biagio Iemolo Specialista in Ortopedia e Fisiatria conseguite presso l’Università di Padova, Medico esperto in Ortopedia Pediatrica e Patologie Vertebrali e Fondatore del Centro Scoliosi “SpineCenter” di Vittoria.</p>
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		<title>Palagonia, aspetti socio-culturali, istanze e disagi giovanili</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 23:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Maggiore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Palagonia. La presente relazione è frutto di un’attenta osservazione degli atteggiamenti sociali ed individuali su vari fronti, e dell’esplorazione di numerosi Blog pubblicati in internet da parte di giovani palagonesi, forma questa, che più d’ogni altra consente di rilevare dati e aspetti utili allo scopo dell’indagine, grazie alla discrezionalità che il cyberspazio garantisce agli utenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Palagonia.</em></strong> La presente relazione è frutto di un’attenta osservazione degli atteggiamenti sociali ed individuali su vari fronti, e dell’esplorazione di numerosi Blog pubblicati in internet da parte di giovani palagonesi, forma questa, che più d’ogni altra consente di rilevare dati e aspetti utili allo scopo dell’indagine, grazie alla discrezionalità che il cyberspazio garantisce agli utenti interpellati. Nei blog, infatti, gli utenti ricorrono spesso all’adozione di un “nickname” grazie al quale sentono protetta la loro vera identità; sentendosi così più liberi di manifestare le proprie idee.<br />
Ne emerge un quadro piuttosto sconfortante su vari fronti: da quello riferito all’appartenenza all’identità storico-culturale cittadina, a quello circa le modalità di vivere la propria città; dal grado di soddisfazione in merito alle opportunità di istruzione, formazione e inserimento nel mondo del lavoro, a quello riguardo alle opportunità di attività socio-ricreative. Risultati, questi, magari soltanto empirici, ma che potranno essere meglio verificati (confermati o mitigati), con l&#8217;apporto dei lettori.</p>
<p>ECCO I RISULATI EMERSI:</p>
<p>1. In gran parte dichiarano, senza tanto girarci attorno, di non amare la propria città, di vederla soltanto come un “dormitorio” e di fuggirne via non appena gli si presenterà l’occasione. Ne condannano lo stato di degrado, la mentalità troppo chiusa e asfissiante, la mancanza di stimoli alla loro crescita culturale ed alla realizzazione in campo professionale. Quanti invece dichiarano di amare Palagonia (davvero un’esigua parte), lamentano, da una parte lo stato di abbandono da parte delle Istituzioni, giudicate spesso troppo assenti, e dall’altra un diffuso malcostume da parte dei cittadini stessi, ritenuti troppo individualisti e poco o per nulla interessati alla “cosa pubblica”.</p>
<p>2. Sono molti coloro i quali, risiedendo per la maggior parte del loro tempo fuori, per motivi di studio o di lavoro, confessano di vergognarsi addirittura della loro provenienza, e di omettere per quanto possibile di specificarla.</p>
<p>3. Fanno propri i luoghi comuni, spesso negativi, che ormai da tempo sono associati alla città, ritenendoli il più delle volte ben motivati.</p>
<p><span id="more-812"></span></p>
<p>4. Hanno scarsa conoscenza della storia locale, degli usi e costumi legati alla propria città. Lamentano la mancanza di adeguato materiale illustrativo sulla propria città che possa servire ad approfondirne la conoscenza ed a promuoverne le peculiarità per un eventuale flusso turistico.</p>
<p>5. Conoscenza sommaria di alcuni monumenti cittadini, grazie alle visite con le scolaresche (san Giovanni, Coste S. Febronia, Pozzo Blandini), ma con disinformazione sulla loro effettiva fruibilità (si chiedono se e quando essi siano aperti al pubblico). Mentre coloro i quali hanno avuto modo di visitarli ed apprezzarne l&#8217;alto valore storico-artistico, si rammaricano dello stato di abbandono in cui versano: le &#8220;Coste di S. Febronia&#8221; possono contare sulla custodia di privati, ma nel frattempo mancano di interventi volti a salvaguardarne le preziose testimonianze; San Giovanni, con la sua basilichetta paleocristiana, appare desolata fra le sterpaglie ed i segni di vandalismo che ne hanno rimosso illuminazione e panchine; Pozzo Blandini si presenta al visitatore come una proprietà privata, ricadendo in dei fondi agrumicoli privati ed essendo il cancello d&#8217;accesso sempre chiuso.</p>
<p>6. Ritengono che il centro urbano non conservi alcun monumento degno di nota e che quanto esisteva un tempo sia stato distrutto. Molti di essi, in particolare quelli risiedenti nelle zone periferiche della città, non sono mai stati nel centro storico (sconoscono ad esempio la Chiesa San Nicola e non sono mai stati nel quartiere Matrice-Carrubba).</p>
<p>7. Quanti tra loro sanno dell’esistenza di beni cittadini custoditi presso altre città, si chiedono come mai a Palagonia non esista ancora un Museo. E&#8217; un dato di fatto che, nel corso dell&#8217;anno 2008, sono stati consegnati al pubblico ben quattro edifici storici restaurati con i fondi PIT 16, sulla carta due destinati a strutture museali, uno ad emeroteca, uno a centro di ascolto musicale, ma nessuno di questi edifici svolge di fatto tali funzioni. Un&#8217;altra occasione mancata, dunque, per il tanto agognato museo civico e per dei veri e propri centri di aggregazione culturale e ricreativa.</p>
<p>8. Hanno scarso interesse nei confronti delle ricorrenze cittadine, sia quelle di natura religiosa (Settimana Santa, santa Febronia, Natale) sia quelle più puramente ricreative o folkloristiche (carnevale, estate palagonese, sagra dell’arancia). Molti ammettono di non avere mai assistito a nessuna di tali ricorrenze. I più interessati vorrebbero vederle invece più valorizzate e tutelate, soprattutto negli aspetti puramente tradizionali, e più partecipate da parte della popolazione.</p>
<p>9. Dopo il ciclo di media inferiore, studiano per lo più fuori (Catania, Caltagirone, Scordia, Ramacca, Mineo), mentre quelli che frequentano gli istituti superiori locali, si dicono insoddisfatti del livello di formazione e delle strutture scolastiche che reputano inadeguate e prive di idonei servizi. Tale situazione è un evidente risultato della marginalità del proprio istituto dovuta al fatto di essere stato fino a tempi recenti una semplice succursale, priva di autonomia gestionale e di degna considerazione da parte della sede centrale di Militello V.C.. La situazione sembrerebbe mostrare i primi segni di miglioramento dopo l&#8217;acquisizione dell&#8217;autonomia avvenuta con l&#8217;anno scolastico 2008-&#8217;09.</p>
<p>10. Sono molti quelli che ancora sconoscono la nuova sede della Biblioteca Comunale, e quelli che invece la frequentano, la trovano poco fornita di libri. In gran parte essa viene frequentata dalle scolaresche elementari e medie inferiori, non rispondendo adeguatamente alle esigenze degli studenti impegnati nelle superiori ed all’università. Viene molto apprezzato, invece, il servizio internet point, messo a disposizione degli utenti.</p>
<p>11. Gli studenti universitari rientrano nella propria città soltanto nei fine settimana, ma confessano di farlo soltanto per ovvi motivi familiari. Trascorrono tali momenti a casa, o se escono, si recano in altri centri (Scordia in particolare, seguita da Catania), poiché, dicono, Palagonia non offre alcuna ragione per restarvi, nessun luogo di incontro o di aggregazione.</p>
<p>12. Lamentano per l’appunto la mancanza di luoghi di incontro (cinema, discoteche, locali ove poter stare in assoluta tranquillità, centri culturali), ma anche di strutture sportive quali Piscina, Palazzetto dello Sport e un’adeguata Palestra (molti di essi non sanno nemmeno che esista una Palestra Comunale o un Centro Polivalente Giovanile). Lamentano inoltre la mancanza di un’isola pedonale e di spazi verdi ove poter fare delle passeggiate senza dover respirare i gas di scarico delle automobili.</p>
<p>13. Sono all’oscuro di quanto venga organizzato in termini di attività culturali o ricreative, proprio perché vivono completamente alienati dalla propria città (dentro casa, davanti ad un computer, o fuori paese).</p>
<p>14. Chiedono comunque maggiori iniziative culturali, ricreative o di svago, purché, dicono, si svolgano con maggior frequenza, meglio pubblicizzate, non solo in occasioni particolari e non necessariamente sempre in piazza, ma anche altrove (es. Bambinopoli – Passeggio o aree periferiche).</p>
<p>15. Si sentono poco protetti dagli organi preposti alla sicurezza ed all’ordine pubblico, avvertendoli assenti o poco efficienti; Sentono il peso di una città stretta nella morsa della criminalità, dello spaccio di stupefacenti, del dilagare di pericolose devianze (consumo di droghe e alcolismo), di dispregio della legalità (fanno in particolare riferimento ai tanti incidenti sulla strada che addebitano ad un non rispetto del codice della strada e delle norme di sicurezza, al fronte del quale, a loro dire, non vedono una reale presa di posizione da parte delle Forze dell’Ordine, o se questa c’è, manca poi la collaborazione da parte dei cittadini);</p>
<p>16. Riconoscono che, anche quando l’Amministrazione cerchi di fare qualcosa di buono (una struttura, un bene pubblico), essa non venga rispettata dai cittadini, facendola oggetto di atti di vandalismo, e ritengono pertanto si debba parallelamente impiegare delle persone alla custodia di questi beni.</p>
<p>17. Hanno poca fiducia nelle Istituzioni, siano esse politiche, militari, scolastiche o religiose. Giudicandole il più delle volte incapaci di dialogare con i cittadini, molto distanti dai reali bisogni della gente e poco efficienti.<br />
Accusano anche la famiglia, che non sempre si preoccupa di recepire i loro reali desideri, cercando di imporre un modello di vita già codificato. Trovano in essa scarsi stimoli di incoraggiamento verso la sperimentazione di esperienze nuove che possano rivelarsi costruttive su un piano umano e socio-culturale.</p>
<p>18. Ancor più che nei confronti delle Istituzioni, sono molto critici verso i cittadini di Palagonia che ritengono molto retrogradi e “incivili”, carenti soprattutto sotto il profilo socio-culturale, senza peraltro riuscire a vedere qualche segno di un seppur lieve processo evolutivo. Le persone buone e capaci, dicono, ci sono, ma finiscono spesso col restare nell’ombra o fuggire via.</p>
<p>19. Tuttavia, a fronte delle aspre critiche rivolte alla propria città, la compagine giovanile, al di là di qualche facile entusiasmo destinato presto a svanire, non mostra segni concreti di una partecipazione attiva, mirante ad un ruolo protagonista nel sociale, attraverso iniziative personali a carattere socio-culturale o tendenti ad una sana condivisione di comuni valori ed interessi. Paradossalmente, appare essa stessa, portatrice di quell’individualismo e di quella mancanza di interesse alla cosa pubblica che tanto lamenta negli adulti.</p>
<p>20. Esistono isolati casi di passioni condivise, soprattutto nel campo musicale, ma, eccetto due o tre formazioni anche qui si rileva il problema di gruppi spesso incostanti, che si formano e si sfaldano nel giro di una luna. Da questo ambito emerge la richiesta di locali deputati a sala prove, poiché non sempre dispongono di luoghi idonei a tale scopo, e maggiori occasioni per esibirsi, dietro la corresponsione di qualche incentivo di natura economica.</p>
<p>21. Sono molti coloro i quali si dedicano comunque a degli hobby, quali la danza o la palestra (entrambi presso strutture private a pagamento); esiste un gruppo dedito al teatro, che pur tra mille difficoltà cerca di resistere, ma lamenta il fatto di non avere dei veri e propri locali tutti per sé (attualmente sono ospitati dalla parrocchia S. Giuseppe). Molti sono poi quelli dediti alle attività sportive, in prevalenza il calcio, seguito dalle discipline marziali. Altri lamentano le scarse possibilità di esercitare altri sport quali il nuoto, il tennis, il basket, il pattinaggio o il ciclismo. In gran parte denunciano il grande monumento alle opere incompiute rappresentato dal Palazzetto dello Sport.<br />
Esistono poi due corpi bandistici, tra i quali vi è un forte e deleterio antagonismo che non porta ad un costruttivo dialogo o ad alcuna forma di collaborazione reciproca che potrebbe essere foriera di attività diversificate, magari aperte ad un pubblico più vasto, soprattutto sul piano formativo e di vera e propria cultura musicale.</p>
<p>22. Non sono interessati alla politica, né tantomeno all’associazionismo. Definiscono l’una “una sporca faccenda”, l’altro un espediente per raggiungere secondi fini.</p>
<p>23. I più sensibili alla questione politica, vorrebbero l’affermarsi di una nuova classe al governo della città, fatta di volti nuovi e giovani, e soprattutto dotata di buona formazione culturale e di vere competenze.</p>
<p>24. Di fronte all’ipotesi di prender parte ad un’associazione culturale emerge un’aspettativa lucrativa, mancando nella maggior parte di essi una vera e propria cultura del volontariato. In alternativa dicono di “non aver tempo” o che sia solo “una perdita di tempo”. Esistono poi, coloro i quali, pur desiderando impegnarsi in qualche attività artistico-culturale in seno ad un’associazione, sono frenati da fattori di timidezza, mancanza di approvazione da parte del “gruppo” o della stessa famiglia, oppure temono comunque di esporsi o di non esserne in grado.<br />
Diverso sembra essere l’approccio nei confronti di quelle associazioni a sfondo umanitario ( donatori del sangue, assistenza agli ammalati o a diversabili) spesso a rilevanza nazionale, dove si riscontra un’adesione più motivata e consapevole, che si esplica in una fattiva aderenza ai fini di tali organizzazioni. Và però rilevato che a tuttoggi Palagonia si attesti tra le città con più basso numero di donatori.</p>
<p>25. Soltanto una piccola percentuale di giovani frequenta assiduamente un luogo di culto, in maggior parte la chiesa Cattolica, ma in crescita esponenziale anche altre confessioni come Testimoni di Geova e Cristiani Evangelici Pentecostali. I più avvertono la religione, e in particolare la chiesa cattolica, lontana dalle loro aspettative di ordine spirituale, chiusa tra le sue mura, poco presente dunque nel tessuto sociale e nelle reali problematiche della gente. Chiederebbe maggiore spirito missionario e iniziative anche di ordine socio-culturali che possano coinvolgere giovani e meno giovani in attività utili a creare momenti di socializzazione e di condivisione.</p>
<p>26. Riguardo al lavoro sono piuttosto disincantati: anche se meno rispetto al passato, avvertono ancora i poteri politici come una potenziale “corsia preferenziale” sulle opportunità di impiego, ma nel contempo reputano “l’amicizia politica” una meta raggiungibile a pochi “soggetti scaltri”, verso i quali, tuttavia, sono meno severi e meno intrisi di valori ideologici rispetto al passato: “fa bene, chi ne ha la possibilità, ad approfittarne”, poiché in alternativa, dicono, le opportunità di farsi strada nel mondo del lavoro, basate sulla meritocrazia, sono davvero poche.</p>
<p>27. Sono molti quelli che sarebbero disposti a sospendere o abbandonare gli studi intrapresi di fronte ad un’immediata opportunità di lavoro, poiché ritengono che i titoli di studio, alla fine, valgano ben poco; o perché, di fatto, raramente tali studi forniscano a loro avviso reali competenze e buona preparazione ( si fanno troppe cose e male), o perché, d’altra parte, difficilmente si avrebbe la possibilità di svolgere la professione per la quale si è specificamente studiato. Permane dunque in molti, la convinzione che “il titolo di studio” non valga una “buona raccomandazione”.</p>
<p>28. Esiste infine, accanto a questa Palagonia che esprime più o meno apertamente ed in modo dialettico il proprio disagio, una realtà che mostra più evidenti i segni di un malessere e di un degrado sociale ripiegando su droga o alcol, così come cresce in modo esponenziale il fenomeno del bullismo, presente non solo nel periodo adolescenziale, ma in taluni casi anche in età adulta. Qui si và dalle molestie fisiche o verbali nei confronti di soggetti deboli alla deplorevole pubblicazione di video che li mostrano e ridicolizzano su internet. </p>
<p>G. M.</p>
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		<title>Palagonia, tanti palazzi destinati ad attività culturali, ma di fatto…</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jan 2010 00:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Maggiore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[A cura dell’Amministrazione Comunale, grazie anche ai fondi del Pit 16 Calatino Sud Simeto, vedevano così la luce: Palazzo Ponte, sito in via Umberto (€ 770.000,00), da destinarsi ad attività museali, ma i cui lavori si sono limitati solamente ad un’esigua parte del pian terreno, lasciando completamente inutilizzabili i piani superiori ed il tetto fatiscente ancora da consolidare;  Palazzo Blandini, sito nella centralissima piazza Garibaldi (€ 1.098.449,52), anch’esso da destinarsi a museo civico ed il cui progetto di restauro curato dallo studio di architettura Fabrizio Russo di Catania, è stato conseguentemente realizzato seguendo le moderne concezioni di edilizia museale, con tanto di impianto fotovoltaico; Palazzo Gulizia sito in via Roma (€ 367.775,41), da adibire a biblioteca ed emeroteca; Palazzo Politini, sito in via Duca degli Abruzzi, da adibire a centro ascolto e centro informazione turistica (€ 395.243,93).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Palagonia.</em></strong> Un museo è espressione culturale del territorio. Facendosi ricettacolo del patrimonio storico e artistico di una determinata realtà geografica o di particolari periodi storici, rappresenta il valore identitario di un popolo. Quanto è riconducibile all’espressione della vita umana attraverso le varie epoche, sia esso un reperto archeologico o un’opera d’arte pittorica o scultorea, sia esso un oggetto di arredamento o un arnese da lavoro, esprime un’imprescindibile relazione tra uomo, storia e cultura, costituendo quindi una preziosa testimonianza avente valore di civiltà. Fino a non molto tempo fa, le società non si ponevano il problema della memoria storica come bene da tutelare. Molte comunità cercando quindi di volgere lo sguardo al passato, si son trovate di fronte all’amara constatazione di avere perso irrimediabilmente le tracce del proprio percorso di civiltà. Ma la storia presenta prima o poi il suo conto; il carattere di unicità che contraddistingue quanto un determinato ambiente ha prodotto, in termini di tradizioni, monumenti, opere d’arte visive o letterarie, fino a comprendere anche quelle espressioni tipiche del mondo dell’artigianato, delle arti e dei mestieri d’un tempo,  è, per sua stessa natura, un patrimonio insostituibile. Proprio questa unicità e insostituibilità di tali beni,  pone quelle realtà meno lungimiranti, ree di avere incautamente distrutto le testimonianze del proprio passato, di fronte allo sconforto di un vuoto storico che non potranno mai più colmare.</p>
<p><span id="more-129"></span></p>
<p>Attraverso la tutela e la salvaguardia delle tradizioni, dei monumenti, nonché l’istituzione di un museo, gli Enti locali si propongono lo scopo precipuo di realizzare l’interesse della collettività. Quanti sono chiamati al governo di una città assumono anche l’ineludibile dovere di farsi gelosi custodi del patrimonio culturale che questa città detiene e di compiere attorno ad esso concrete azioni di promozione e valorizzazione. Ciò in risposta a quell’inalienabile bisogno identitario che esprimendosi attraverso la fruizione di questi beni fa sì che, per la comunità, essi diventino elemento di appartenenza e motivo di orgoglio.</p>
<p>Secondo un’indagine Istat del 2007 il 30% dei comuni italiani ha un museo nel proprio territorio. Si tratta di ben 4.742 strutture espositive, tra musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali musealizzati e altre strutture espositive similari, cui si aggiungono almeno altre 700 istituzioni che propongono elementi documentali della tradizione storica, culturale, etnica, economica e sociale delle comunità di appartenenza, a carattere prettamente locale.</p>
<p>Volendo fare un riscontro della presenza museale nell’ambito territoriale a noi più vicino, ossia l’area del Calatino Sud-Simeto che comprende quindici comuni, notiamo come soltanto due città non abbiano ancora oggi un proprio museo: Palagonia e San Cono. Caltagirone conta ben 8 strutture museali; seguono Mineo con 3; Militello V.C. e Ramacca con 2; mentre tutte le altre città (Castel di Judica, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone, Mirabella Imbaccari, Raddusa, San Michele di Ganzaria, Scordia, Vizzini) hanno almeno un museo o esposizione permanente.</p>
<p>Nel caso specifico di Palagonia ci troviamo chiaramente di fronte a un paradosso. La città può vantare infatti un immane patrimonio consistente in reperti archeologici alquanto rari e di particolare pregio, attualmente custoditi nei depositi della Soprintendenza BB. CC. AA. di Catania. Basti citare solo alcuni di essi, come i rarissimi manufatti  provenienti dall’insediamento castellucciano delle Coste di Santa Febronia, rinvenuti durante un breve saggio tenuto nel 1995; da soli costituirebbero già un ricchissimo e interessantissimo fondo museale. Si aggiungano a essi i reperti risalenti all’età del rame ritrovati a metà degli anni ’80 proprio nell’area prospiciente il sagrato della chiesa Matrice; altri reperti archeologici esposti al museo civico di Ramacca, ed ancora la cospicua e preziosa collezione di  argenti della chiesa Madre custodita presso il Museo San Nicolò di Militello Val Catania, ove si trova pure ciò che rimane dell’antico pavimento ceramico del ‘700 proveniente dalla Chiesa San Nicola.  C’è in definitiva materiale per allestire un ampio e dignitoso museo. Eppure, non si comprende il perché, questa città, nelle varie amministrazioni che si sono succedute, non ha mai voluto prendere seriamente in considerazione tale idea. Qualcosa sembrava fosse cambiata lo scorso anno, quando venivano consegnati alla fruizione pubblica alcuni palazzi del centro storico, acquisiti e restaurati a cura dell’Amministrazione Comunale grazie anche ai fondi del Pit 16 Calatino Sud Simeto; vedevano così la luce: Palazzo Ponte, sito in via Umberto (€ 770.000,00), da destinarsi ad attività museali, ma i cui lavori si sono limitati solamente ad un’esigua parte del pian terreno, lasciando completamente inutilizzabili i piani superiori ed il tetto fatiscente ancora da consolidare;  Palazzo Blandini, sito nella centralissima piazza Garibaldi (€ 1.098.449,52), anch’esso da destinarsi a museo civico ed il cui progetto di restauro curato dallo studio di architettura Fabrizio Russo di Catania, è stato conseguentemente realizzato seguendo le moderne concezioni di edilizia museale, con tanto di impianto fotovoltaico; Palazzo Gulizia sito in via Roma (€ 367.775,41), da adibire a biblioteca ed emeroteca; Palazzo Politini, sito in via Duca degli Abruzzi, da adibire a centro ascolto e centro informazione turistica (€ 395.243,93). Sulla carta, dunque, tutti destinati ad attività culturali, nei fatti le cose sono andate diversamente. Il Politini, nonostante i recenti restauri, è totalmente inutilizzabile a causa del persistente degrado dovuto all’alto tasso di umidità e infiltrazioni d’acqua che hanno completamento danneggiato tutti gli intonaci di rivestimento delle pareti;  il Gulizia è a tuttoggi chiuso e di destinazione incerta; il Ponte è stato assegnato alla Proloco, che lo usa come sede e per lo svolgimento di alcune manifestazioni ricreative; mentre il Blandini ospita complessivamente la sede del Comando VV. UU., l’associazione Antiracket e l’Ufficio Attività Produttive del Comune, rimanendo allo stato attuale soltanto il pian terreno generalmente utilizzato come spazio mostre.</p>
<p>E di mostre l’associazione Amedit ne ha tenute diverse, proprio in quel Palazzo Blandini dove sembrava si stesse realizzando il sogno di molte generazioni di palagonesi. L’intento, più volte dichiarato di queste mostre è stato e rimane quello di sollecitare l’istituzione di un Museo Civico.  Se, infatti, sembra che le varie Amministrazioni non abbiano mai avuto una chiara idea del patrimonio storico-artistico di questa città, non altrettanto si è dato riscontrare da parte dei cittadini, i quali si chiedono da molto tempo perché mai i propri beni debbano giacere altrove. Segno tangibile della volontà da parte dei cittadini è la disponibilità a donare i propri cimeli di famiglia per la creazione della sezione civiltà contadina; mentre da tempo la Soprintendenza BB. CC. AA. di Catania tenta un dialogo con le varie Amministrazioni Comunali di Palagonia, al fine di poter consegnare i beni che essa detiene alla fruizione pubblica dei palagonesi. Un nuovo spiraglio di speranza sembra essersi aperto nel corso della Fiera di Belverde tenutasi nel mese di ottobre 2009, dall’incontro tra il Vicesindaco Daniela Cunsolo, gli Assessori comunali Antonino Ardizzone e Lorena Leonardo con il presidente dell’Amedit. In quella occasione i sigg. Assessori hanno garantito il loro vivo interessamento sull’argomento, e da parte dell’Ardizzone il proposito di presentare la proposta in Consiglio Comunale.</p>
<p><strong>Giuseppe Maggiore</strong></p>
<p align="right"> </p>
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