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	<title>BlogVillage - Il 1° Urban Blog della Provincia di Catania! &#187; Aci Sant&#8217;Antonio</title>
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		<title>Aci Sant&#8217;Antonio, ospiterà il reliquiario della &#8220;Madonna delle Lacrime&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 18:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Village</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aci Sant&#8217;Antonio. Dal 19 al 21 di febbraio Aci Sant&#8217;Antonio ospiterà il reliquiario della &#8220;Madonna delle Lacrime&#8221; proveniente dal Santuario di Siracusa. Di seguito il programma curato dall&#8217;arciprete parroco Sac. Vittorio Rocca. &#8220;O Vergine delle Lacrime, strappa dalla durezza del nostro cuore lacrime di pentimento&#8221; Programma Venerdì 19 febbraio - Primo venerdì di quaresima ore 17.00: Nella piazza antistante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><a href="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/02/madonna.delle_.lacrime.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-844" title="madonna.delle.lacrime" src="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/02/madonna.delle_.lacrime-216x300.jpg" alt="madonna.delle.lacrime" width="216" height="300" /></a>Aci Sant&#8217;Antonio.</em></strong> Dal 19 al 21 di febbraio <a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-aci-santantonio-ct/">Aci Sant&#8217;Antonio</a> ospiterà il reliquiario della &#8220;Madonna delle Lacrime&#8221; proveniente dal Santuario di Siracusa. Di seguito il programma curato dall&#8217;arciprete parroco Sac. Vittorio Rocca.</p>
<p>&#8220;O Vergine delle Lacrime, strappa dalla durezza del nostro cuore lacrime di pentimento&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Programma</em></strong></p>
<p><strong>Venerdì 19 febbraio - <em>Primo venerdì di quaresima</em></strong><br />
<em>ore 17.00:</em> Nella piazza antistante la Chiesa della Madonna dei Tribolati, accoglienza del Reliquiario della Madonna delle Lacrime da parte dei gruppi parrocchiali e del popolo dei fedeli. Processione e recita del Santo Rosario per le vie Spirito Santo,  De Felice, N. Maugeri, V. Emanuele fino in Chiesa Madre;<br />
<em>ore 18.00:</em> Via Crucis in Chiesa Madre;<br />
<em>ore 18,30:</em> Solenne Celebrazione Eucaristica;<br />
<em>ore 21.00:</em> Veglia mariana presieduta da Don Santo Leonardi, vicario parrocchiale.</p>
<p><strong>Sabato 20 febbraio</strong>    <br />
<em>ore 08.30</em>: Celebrazione eucaristica;<br />
<em>ore 09.15:</em> Visita del Reliquiario presso la casa di riposo “Villa Aurora”;<br />
<em>ore 10.15:</em> Incontro in Chiesa con i bambini della scuola materna paritaria “Maria SS. della Provvidenza”;<br />
<em>ore 11.15:</em> Incontro con i bambini della scuola elementare;</p>
<p><span id="more-843"></span><br />
<em>ore 16.00:</em> Visita del Reliquiario presso la casa di riposo “Domus fraterna” (ex Albergo dei poveri);<br />
<em>ore 17.30:</em> S. Rosario;<br />
<em>ore 18.00:</em> Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da S. E. R. mons. Giuseppe Malandrino, vescovo emerito di Noto, con la presenza dei malati, animata dall’UNITALSI parrocchiale;<br />
<em>ore 19.30:</em> Conferenza su &#8220;Le lacrime della Madonna&#8221; tra scienza e fede con proiezione  del Filmato della Lacrimazione della Madonna avvenuta a Siracusa dal 29 agosto al 1° settembre 1953.</p>
<p><strong>Domenica 21 febbraio - <em>Prima domenica di quaresima</em></strong><br />
<em>ore 08.00:</em> Visita del reliquiario all’OASI Maria SS. Assunta;<br />
<em>ore 09.00:</em> Celebrazione eucaristica presieduta da don Alfio Scuto;<br />
<em>ore 10.30:</em> Celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Vittorio Rocca, con affidamento alla Madonna di tutti i bambini battezzati nel 2009;<br />
<em>ore 17.30:</em> S. Rosario;<br />
<em>ore 18.00:</em> Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da S. E. R. mons. Ignazio Cannavò, vescovo emerito di Messina. Al termine processione “aux flambeaux” col Reliquiario della Madonna per le seguenti vie:Regina Margherita, Madonna delle Grazie sino alla chiesa omonima. Atto di affidamento della nostra Comunità Parrocchiale al Cuore Immacolato di Maria e saluto del Reliquiario.</p>
<p><strong>N.B:</strong> <em>Giorno 19  e 20 febbraio 2010  la Chiesa Madre  resterà aperta fino alle ore 23.00.<br />
Durante la permanenza del Reliquiario in Chiesa, sarà disponibile un sacerdote per il Sacramento della Riconciliazione.</em></p>
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		<title>Sant&#8217;Antonio abate, Patrono di Aci Sant&#8217;Antonio (CT)</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 13:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Village</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Feste]]></category>
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		<category><![CDATA[Santi]]></category>
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		<description><![CDATA[Sant&#8217;Antonio abate, Patrono di Aci Sant&#8217;Antonio (CT) 17 gennaio Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell&#8217;Egitto, intorno al 250, a vent&#8217;anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Sant&#8217;Antonio abate, Patrono di Aci Sant&#8217;Antonio (CT)<br />
</strong><em>17 gennaio</em></p>
<p><a href="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/01/Statua.SantAntonio.Abate_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-840" title="Statua.Sant'Antonio.Abate" src="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/01/Statua.SantAntonio.Abate_-300x225.jpg" alt="Statua.Sant'Antonio.Abate" width="300" height="225" /></a>Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell&#8217;Egitto, intorno al 250, a vent&#8217;anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l&#8217;Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant&#8217;Atanasio, che contribuì a farne conoscere l&#8217;esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo romitaggio. La prima per confortare i cristiani di Alessandria perseguitati da Massimino Daia. La seconda, su invito di Atanasio, per esortarli alla fedeltà verso il Conciliio di Nicea. Nell&#8217;iconografia è raffigurato circondato da donne procaci (simbolo delle tentazioni) o animali domestici (come il maiale), di cui è popolare protettore. <em>(Avvenire)</em> </p>
<p>Dopo la pace costantiniana, il martirio cruento dei cristiani diventò molto raro; a questa forma eroica di santità dei primi tempi del cristianesimo, subentrò un cammino di santità professato da una nuovo stuolo di cristiani, desiderosi di una spiritualità più profonda, di appartenere solo a Dio e quindi di vivere soli nella contemplazione dei misteri divini.</p>
<p><span id="more-697"></span><br />
Questo fu il grande movimento spirituale del ‘Monachesimo’, che avrà nei secoli successivi varie trasformazioni e modi di essere; dall’eremitaggio alla vita comunitaria; espandendosi dall’Oriente all’Occidente e diventando la grande pianta spirituale su cui si è poggiata la Chiesa, insieme alla gerarchia apostolica.<br />
Anche se probabilmente fu il primo a instaurare una vita eremitica e ascetica nel deserto della Tebaide, s. Antonio ne fu senz’altro l’esempio più stimolante e noto, ed è considerato il caposcuola del Monachesimo.<br />
Conoscitore profondo dell’esperienza spirituale di Antonio, fu s. Atanasio (295-373) vescovo di Alessandria, suo amico e discepolo, il quale ne scrisse una bella e veritiera biografia.</p>
<p>Antonio nacque verso il 250 da una agiata famiglia di agricoltori nel villaggio di Coma, attuale Qumans in Egitto e verso i 18-20 anni rimase orfano dei genitori, con un ricco patrimonio da amministrare e con una sorella minore da educare.<br />
Attratto dall’ammaestramento evangelico “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi ciò che hai, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi”, e sull’esempio di alcuni anacoreti che vivevano nei dintorni dei villaggi egiziani, in preghiera, povertà e castità, Antonio volle scegliere questa strada e venduto i suoi beni, affidata la sorella a una comunità di vergini, si dedicò alla vita ascetica davanti alla sua casa e poi al di fuori del paese.<br />
Alla ricerca di uno stile di vita penitente e senza distrazione, chiese a Dio di essere illuminato e così vide poco lontano un anacoreta come lui, che seduto lavorava intrecciando una corda, poi smetteva si alzava e pregava, poi di nuovo a lavorare e di nuovo a pregare; era un angelo di Dio che gli indicava la strada del lavoro e della preghiera, che sarà due secoli dopo, la regola benedettina “Ora et labora” del Monachesimo Occidentale.<br />
Parte del suo lavoro gli serviva per procurarsi il cibo e parte la distribuiva ai poveri; dice s. Atanasio, che pregava continuamente ed era così attento alla lettura delle Scritture, che ricordava tutto e la sua memoria sostituiva i libri.<br />
Dopo qualche anno di questa edificante esperienza, in piena gioventù cominciarono per lui durissime prove, pensieri osceni lo tormentavano, dubbi l’assalivano sulla opportunità di una vita così solitaria, non seguita dalla massa degli uomini né dagli ecclesiastici, l’istinto della carne e l’attaccamento ai beni materiali che erano sopiti in quegli anni, ritornavano prepotenti e incontrollabili.</p>
<p>Chiese aiuto ad altri asceti, che gli dissero di non spaventarsi, ma di andare avanti con fiducia, perché Dio era con lui e gli consigliarono di sbarazzarsi di tutti i legami e cose, per ritirarsi in un luogo più solitario.<br />
Così ricoperto appena da un rude panno, si rifugiò in un’antica tomba scavata nella roccia di una collina, intorno al villaggio di Coma, un amico gli portava ogni tanto un po’ di pane, per il resto si doveva arrangiare con frutti di bosco e le erbe dei campi.<br />
In questo luogo, alle prime tentazioni subentrarono terrificanti visioni e frastuoni, in più attraversò un periodo di terribile oscurità spirituale, ma tutto superò perseverando nella fede in Dio, compiendo giorno per giorno la sua volontà, come gli avevano insegnato i suoi maestri.<br />
Quando alla fine Cristo gli si rivelò illuminandolo, egli chiese: “Dov’eri? Perché non sei apparso fin da principio per far cessare le mie sofferenze?”. Si sentì rispondere: “Antonio, io ero qui con te e assistevo alla tua lotta…”.<br />
Scoperto dai suoi concittadini, che come tutti i cristiani di quei tempi, affluivano presso gli anacoreti per riceverne consiglio, aiuto, consolazione, ma nello stesso tempo turbavano la loro solitudine e raccoglimento, allora Antonio si spostò più lontano verso il Mar Rosso.<br />
Sulle montagne del Pispir c’era una fortezza abbandonata, infestata dai serpenti, ma con una fonte sorgiva e qui nel 285 Antonio si trasferì, rimanendovi per 20 anni.<br />
Due volte all’anno gli calavano dall’alto del pane; seguì in questa nuova solitudine l’esempio di Gesù, che guidato dallo Spirito si ritirò nel deserto “per essere tentato dal demonio”; era comune convinzione che solo la solitudine, permettesse alla creatura umana di purificarsi da tutte le cattive tendenze, personificate nella figura biblica del demonio e diventare così uomo nuovo.<br />
Certamente solo persone psichicamente sane potevano affrontare un’ascesi così austera come quella degli anacoreti; non tutti ci riuscivano e alcuni finivano per andare fuori di testa, scambiando le proprie fantasie per illuminazioni divine o tentazioni diaboliche.<br />
Non era il caso di Antonio; attaccato dal demonio che lo svegliava con le tentazioni nel cuore della notte, dandogli consigli apparentemente di maggiore perfezione, spingendolo verso l’esaurimento fisico e psichico e per disgustarlo della vita solitaria; invece resistendo e acquistando con l’aiuto di Dio, il “discernimento degli spiriti”, Antonio poté riconoscere le apparizioni false, compreso quelle che simulavano le presenze angeliche.<br />
E venne il tempo in cui molte persone che volevano dedicarsi alla vita eremitica, giunsero al fortino abbattendolo e Antonio uscì come ispirato dal soffio divino; cominciò a consolare gli afflitti ottenendo dal Signore guarigioni, liberando gli ossessi e istruendo i nuovi discepoli.<br />
Si formarono due gruppi di monaci che diedero origine a due monasteri, uno ad oriente del Nilo e l’altro sulla riva sinistra del fiume, ogni monaco aveva la sua grotta solitaria, ubbidendo però ad un fratello più esperto nella vita spirituale; a tutti Antonio dava i suoi consigli nel cammino verso la perfezione dello spirito uniti a Dio.<br />
Nel 307 venne a visitarlo il monaco eremita s. Ilarione (292-372), che fondò a Gaza in Palestina il primo monastero, scambiandosi le loro esperienze sulla vita eremitica; nel 311 Antonio non esitò a lasciare il suo eremo e si recò ad Alessandria, dove imperversava la persecuzione contro i cristiani, ordinata dall’imperatore romano Massimino Daia († 313), per sostenere e confortare i fratelli nella fede e desideroso lui stesso del martirio.<br />
Forse perché incuteva rispetto e timore reverenziale anche ai Romani, fu risparmiato; le sue uscite dall’eremo si moltiplicarono per servire la comunità cristiana, sostenne con la sua influente presenza l’amico vescovo di Alessandria, s. Atanasio che combatteva l’eresia ariana, scrisse in sua difesa anche una lettera a Costantino imperatore, che non fu tenuta di gran conto, ma fu importante fra il popolo cristiano.<br />
Tornata la pace nell’impero e per sfuggire ai troppi curiosi che si recavano nel fortilizio del Mar Rosso, decise di ritirarsi in un luogo più isolato e andò nel deserto della Tebaide, dove prese a coltivare un piccolo orto per il suo sostentamento e di quanti, discepoli e visitatori, si recavano da lui per aiuto e ricerca di perfezione.<br />
Visse nella Tebaide fino al termine della sua lunghissima vita, poté seppellire il corpo dell’eremita s. Paolo di Tebe con l’aiuto di un leone, per questo è considerato patrono dei seppellitori.<br />
Negli ultimi anni accolse presso di sé due monaci che l’accudirono nell’estrema vecchiaia; morì a 106 anni, il 17 gennaio del 356 e fu seppellito in un luogo segreto.<br />
La sua presenza aveva attirato anche qui tante persone desiderose di vita spirituale e tanti scelsero di essere monaci; così fra i monti della Tebaide (Alto Egitto) sorsero monasteri e il deserto si popolò di monaci; primi di quella moltitudine di uomini consacrati che in Oriente e in Occidente, intrapresero quel cammino da lui iniziato, ampliandolo e adattandolo alle esigenze dei tempi.<br />
I suoi discepoli tramandarono alla Chiesa la sua sapienza, raccolta in 120 detti e in 20 lettere; nella Lettera 8, s. Antonio scrisse ai suoi “Chiedete con cuore sincero quel grande Spirito di fuoco che io stesso ho ricevuto, ed esso vi sarà dato”.<br />
Nel 561 fu scoperto il suo sepolcro e le reliquie cominciarono un lungo viaggiare nel tempo, da Alessandria a Costantinopoli, fino in Francia nell’XI secolo a Motte-Saint-Didier, dove fu costruita una chiesa in suo onore.<br />
In questa chiesa a venerarne le reliquie, affluivano folle di malati, soprattutto di ergotismo canceroso, causato dall’avvelenamento di un fungo presente nella segala, usata per fare il pane.<br />
Il morbo era conosciuto sin dall’antichità come ‘ignis sacer’ per il bruciore che provocava; per ospitare tutti gli ammalati che giungevano, si costruì un ospedale e una Confraternita di religiosi, l’antico Ordine ospedaliero degli ‘Antoniani’; il villaggio prese il nome di Saint-Antoine di Viennois.<br />
Il papa accordò loro il privilegio di allevare maiali per uso proprio e a spese della comunità, per cui i porcellini potevano circolare liberamente fra cortili e strade, nessuno li toccava se portavano una campanella di riconoscimento.<br />
Il loro grasso veniva usato per curare l’ergotismo, che venne chiamato “il male di s. Antonio” e poi “fuoco di s. Antonio” (herpes zoster); per questo nella religiosità popolare, il maiale cominciò ad essere associato al grande eremita egiziano, poi fu considerato il santo patrono dei maiali e per estensione di tutti gli animali domestici e della stalla.<br />
Nella sua iconografia compare oltre al maialino con la campanella, anche il bastone degli eremiti a forma di T, la ‘tau’ ultima lettera dell’alfabeto ebraico e quindi allusione alle cose ultime e al destino.<br />
Nel giorno della sua festa liturgica, si benedicono le stalle e si portano a benedire gli animali domestici; in alcuni paesi di origine celtica, s. Antonio assunse le funzioni della divinità della rinascita e della luce, LUG, il garante di nuova vita, a cui erano consacrati cinghiali e maiali, così s. Antonio venne rappresentato in varie opere d’arte con ai piedi un cinghiale.<br />
Patrono di tutti gli addetti alla lavorazione del maiale, vivo o macellato; è anche il patrono di quanti lavorano con il fuoco, come i pompieri, perché guariva da quel fuoco metaforico che era l’herpes zoster, ma anche in base alla leggenda popolare che narra che s. Antonio si recò all’inferno, per contendere l’anima di alcuni morti al diavolo e mentre il suo maialino sgaiattolato dentro, creava scompiglio fra i demoni, lui accese col fuoco infernale il suo bastone a ‘tau’ e lo portò fuori insieme al maialino recuperato e lo donò all’umanità, accendendo una catasta di legna.<br />
Per millenni e ancora oggi, si usa nei paesi accendere il giorno 17 gennaio, i cosiddetti “focarazzi” o “ceppi” o “falò di s. Antonio”, che avevano una funzione purificatrice e fecondatrice, come tutti i fuochi che segnavano il passaggio dall’inverno alla imminente primavera. Le ceneri poi raccolte nei bracieri casalinghi di una volta, servivano a riscaldare la casa e con apposita campana fatta con listelli di legni per asciugare i panni umidi.<br />
È invocato contro tutte le malattie della pelle e contro gli incendi. Veneratissimo lungo i secoli, il suo nome è fra i più diffusi del cattolicesimo, anche se poi nella devozione onomastica è stato soppiantato dal XIII sec. dal grande omonimo santo taumaturgo di Padova.<br />
Nell’Italia Meridionale per distinguerlo è chiamato “Sant’Antuono”.</p>
<p>Autore: <em>Antonio Borrelli</em></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.santiebeati.it/">Santi e Beati</a></p>
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		<title>Numeri utili Aci Sant&#8217;Antonio (CT)</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 22:04:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Village</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numeri Utili]]></category>
		<category><![CDATA[Aci Sant'Antonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Aci Sant&#8217;Antonio. Numeri utili&#8230; Servizi pubblici&#8230; Emergenze sanitarie&#8230; Guasti&#8230; NUMERI DI EMERGENZA - Carabinieri: 112 - 0957891555 (Comando Stazione Aci Sant&#8217;Antonio) Pronto Intervento - Polizia di Stato: 113 Soccorso Pubblico - Emergenza Sanitaria: 118 Pronto Intervento - Polizia Municipale: 0957892510 - Vigili del Fuoco: 115 Pronto Intervento - Emergenza Infanzia: 114 Gestito da Telefono Azzurro Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Aci Sant&#8217;Antonio.</strong></em> Numeri utili&#8230; Servizi pubblici&#8230; Emergenze sanitarie&#8230; Guasti&#8230;</p>
<p><strong><em>NUMERI DI EMERGENZA</em></strong></p>
<p><strong>- Carabinieri:</strong> 112 - 0957891555<em> (Comando Stazione Aci Sant&#8217;Antonio)<br />
Pronto Intervento</em></p>
<p><strong>- Polizia di Stato:</strong> 113<br />
<em>Soccorso Pubblico</em></p>
<p><strong>- Emergenza Sanitaria:</strong> 118<br />
<em>Pronto Intervento</em></p>
<p><strong>- Polizia Municipale:</strong> 0957892510</p>
<p><strong>- Vigili del Fuoco:</strong> 115<br />
<em>Pronto Intervento</em></p>
<p><strong>- Emergenza Infanzia:</strong> 114<br />
<em>Gestito da Telefono Azzurro</em><br />
Il numero è raggiungibile solo da telefonia fissa.</p>
<p><strong><em>NUMERI DI PUBBLICA UTILITA&#8217;</em></strong></p>
<p><strong>- Guardia di Finanza:</strong> 117<br />
<em>Pronto Intervento</em></p>
<p><strong>- Servizio Antincendi:</strong> 1515<br />
<em>Corpo Forestale dello Stato</em></p>
<p><strong>- Guardia Medica:</strong> 0957891458</p>
<p><strong>- Croce Rossa Italiana:</strong> 095894757 &#8211; 095891989 (Sede di Acireale)</p>
<p><strong>- Telefono Arcobaleno:</strong> 800025777<br />
<em>Contro la pedofilia e l&#8217;abuso all&#8217;infanzia</em></p>
<p><strong>- Antiviolenza Donna:</strong> 1522<br />
<em>Servizio Antiviolenza Donna</em></p>
<p><strong><em>NUMERI UTILI</em></strong></p>
<p><strong>- U.R.P. Comune:</strong> &#8212;</p>
<p><strong>- Centro Unico Prenotazione:</strong> 800553131</p>
<p><strong>- Ufficio Postale:</strong> 0957921039</p>
<p><strong>- Enel:</strong> 803 500<br />
<em>Segnalazione Guasti</em></p>
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		<item>
		<title>Comune di Aci Sant&#8217;Antonio (CT)</title>
		<link>http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-aci-santantonio-ct/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 23:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Blog Village</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catania e Prov.]]></category>
		<category><![CDATA[Aci Sant'Antonio]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Aci Sant'Antonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Aci Sant&#8217;Antonio (Sant&#8217;Antoni Jaci in siciliano) è un comune di 17.348 abitanti della provincia di Catania. STORIA: Si narra che Aci Sant&#8217;Antonio e le altre Aci trassero la propria origine da Xiphonia, misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa; alcuni dicono si trovasse tra i comuni di Aci Catena e Aci S.Antonio. I poeti Virgilio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/01/74px-Aci_SantAntonio-Stemma.png"><img class="alignleft size-full wp-image-179" title="74px-Aci_Sant'Antonio-Stemma" src="http://www.blogvillage.it/wp-content/uploads/2010/01/74px-Aci_SantAntonio-Stemma.png" alt="74px-Aci_Sant'Antonio-Stemma" width="74" height="109" /></a>Aci Sant&#8217;Antonio</strong> (<em><strong>Sant&#8217;Antoni Jaci</strong></em> in siciliano) è un comune di 17.348 abitanti della provincia di Catania.</p>
<p><em><strong>STORIA:<br />
</strong></em>Si narra che Aci Sant&#8217;Antonio e le altre Aci trassero la propria origine da Xiphonia, misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa; alcuni dicono si trovasse tra i comuni di <a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-aci-catena-ct/">Aci Catena</a> e Aci S.Antonio. I poeti Virgilio e Ovidio fecero nascere il mito della fondazione alla storia d&#8217;amore tra una ninfa chiamata Galatea ed un pastorello chiamato Aci, e del ciclope Polifemo. In epoca romana esisteva una città chiamata <em>Akis</em>, che partecipò alle guerre puniche. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aci_Sant%27Antonio">(Approfondisci)</a></p>
<p>Fonte: <em><strong>Wikipedia</strong></em></p>
<p><em><strong>COME ARRIVARE AD ACI SANT&#8217;ANTONIO:</strong></em><br />
<a style="font-size: 82%; color: #555; padding: 5px 0;" title="Cerca nella mappa" href="http://www.tuttocitta.it/tcol/mappe?cb=0&amp;op=mc&amp;dv=Aci%20Sant'Antonio%20(CT),%20Italia&amp;cx=15.12572&amp;cy=37.60624&amp;lx=15.12572&amp;ly=37.60624&amp;px=620&amp;py=390&amp;z=3&amp;zd=614.4&amp;ldv=Aci%20Sant'Antonio%20(CT),%20Italia&amp;lty=C&amp;lcn=Aci%20Sant'Antonio&amp;lpr=CT&amp;lre=Sicilia&amp;cre=18&amp;ccd=10270" target="_blank">Cerca nella mappa</a> &#8211; <a style="font-size: 82%; color: #555; padding: 5px 0;" title="Parti da qui" href="http://www.tuttocitta.it/tcol/percorsi?cb=0&amp;dv1=Aci%20Sant'Antonio%20(CT),%20Italia" target="_blank">Parti da qui</a> &#8211; <a style="font-size: 82%; color: #555; padding: 5px 0;" title="Arriva qui" href="http://www.tuttocitta.it/tcol/percorsi?cb=0&amp;dv2=Aci%20Sant'Antonio%20(CT),%20Italia" target="_blank">Arriva qui</a></p>
<p><strong><em>COMUNE DI ACI SANT&#8217;ANTONIO:<br />
</em>Sindaco:</strong> Giuseppe Cutuli dal 16/06/2008<br />
<strong>Indirizzo:</strong> Via Regina Margherita, 8<br />
<strong>Tel.:</strong> 095 7010011<br />
<strong>Fax:</strong> 095 7891424<br />
<strong>Codice Fiscale:</strong> 00410340871<br />
<strong>Superficie:</strong> 14 km²<br />
<strong>Altezza s.l.m.:</strong> 302 m<br />
<strong>Distanza da Catania:</strong> 14 km</p>
<p><strong><em>POPOLAZIONE:<br />
</em>Abitanti:</strong> 17.464 (Dati ISTAT &#8211; 01/01/2010)<br />
<strong>Densità:</strong> 1.223,83 abitanti/km²</p>
<p><strong><em>SITO UFFICIALE:</em></strong><br />
<a href="http://www.comune.acisantantonio.ct.it/">Comune di Aci Sant&#8217;Antonio</a></p>
<p><strong><em>INFO:<br />
</em>Nomi Abitanti:</strong> Santantonesi<br />
<strong>Patrono:</strong> <a href="http://www.blogvillage.it/2010/01/17/santantonio-abate-patrono-di-aci-santantonio/">Sant&#8217;Antonio abate</a><br />
<strong>Festa patronale:</strong> 17 gennaio</p>
<p><strong><em>CODICI:<br />
</em>C.a.p:</strong> 95025<br />
<strong>Prefisso:</strong> 095<br />
<strong>Codice Istat: </strong>087005<br />
<strong>Codice Catastale: </strong>A029</p>
<p><strong><em>LINK UTILI:<br />
</em></strong>Aziende Aci Sant&#8217;Antonio<br />
Banche Aci Sant&#8217;Antonio<br />
Chiese Aci Sant&#8217;Antonio<br />
<a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/02/numeri-utili-aci-santantonio-ct/">Numeri utili</a> Aci Sant&#8217;Antonio<br />
Scuole Aci Sant&#8217;Antonio<br />
<a href="http://www.blogvillage.it/meteo/">Meteo</a> Aci Sant&#8217;Antonio</p>
<p><em><strong>FRAZIONI:</strong><br />
Lavina, Lavinaio, Monterosso Etneo, Santa Maria la Stella</em></p>
<p><strong><em>COMUNI LIMITROFI:</em></strong><br />
<a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-aci-bonaccorsi-ct/"><em>Aci Bonaccorsi</em></a><em> - </em><a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-aci-catena-ct/"><em>Aci Catena</em></a><em> - </em><a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-acireale-ct/"><em>Acireale</em></a><em> - <a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-viagrande-ct/">Viagrande</a> - <a href="http://www.blogvillage.it/2009/11/01/comune-di-zafferana-etnea-ct/">Zafferana Etnea</a></em></p>
<p><strong>N.B.</strong> &#8211; Per eventuali segnalazioni o correzioni da effettuare sulla seguente scheda, inviaci una <a href="mailto:info@blogvillage.it">e-mail</a> e provvederemo subito a correggere l&#8217;eventuale errore. Grazie!</p>
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